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Tumore prostata

Per carcinoma della prostata si intendono le neoplasie maligne che originano dalle cellule epiteliali della prostata, una ghiandola dell’apparato genitale maschile. Questa neoplasia può dare luogo a metastasi, con predilezione per le ossa e i linfonodi loco-regionali. Il tumore alla prostata può causare dolore, difficoltà alla minzione, disfunzione erettile e altri sintomi.

Molti fattori, compresa la genetica e la dieta, sono stati implicati nello sviluppo del carcinoma prostatico.

Il tumore prostatico viene più spesso scoperto all’esame obiettivo o per il tramite di esami ematici, come la misurazione del PSA (antigene prostatico specifico). Un sospetto tumore alla prostata è tipicamente confermato tramite l’asportazione (biopsia) di un frammento di tessuto, e il successivo esame istologico. Si può ricorrere a ulteriori test come l’ecografia, la radiografia e la scintigrafia, per determinarne la diffusione e se il tumore abbia o meno originato metastasi.

L’età e lo stato di salute del paziente, così come la diffusione del tumore, l’aspetto microscopico, e la risposta al trattamento iniziale, sono importanti per determinare la prognosi.

Stadio 1: fase pecoce

Il tumore è circoscritto in un’area limitata alla ghiandola

Stadio 2

Il tumore il tumore è ancora circoscritto nella ghiandola, ma palpabile e rivelabile con ecografia.

Stadio 3

Il tumore ha superato la ghiandola ed ha invaso le vescicole seminali

Stadio 4

Il tumore ha superato la ghiandola ed invaso i linfonodi ed altri organi

Le cause specifiche del cancro alla prostata rimangono ancora sconosciute. I primi fattori di rischio sono comunque l’età e la storia familiare. Il cancro alla prostata è molto raro negli uomini sotto i 45 anni, ma diventa più frequente all’aumentare dell’età. L’età media dei pazienti al momento della diagnosi è di 70 anni. Gli uomini che hanno un familiare di primo grado che ha avuto questo tipo di tumore, hanno il doppio del rischio di svilupparlo rispetto agli uomini che non hanno avuto malati in famiglia. Il rischio appare maggiore per gli uomini che hanno un fratello con questo cancro rispetto a quelli che hanno solo il padre. Storia naturale: Il tumore prostatico nasce come un nodulo intraprostatico millimetrico. Questa fase può durare un tempo estremamente variabile. In alcuni casi sembra che possa perdurare anche molti anni, tanto che fino all’80% degli ultraottantenni deceduti per altra causa e sottoposti ad autopsia presentano un riscontro incidentale di carcinoma prostatico che non aveva dato luogo a sintomi o manifestazioni in vita. A contrario, in altri casi il tumore si mostra rapidamente evolutivo.  Il tumore prostatico ha una tendenza alla multifocalità, ovvero  acquista lentamente zone di malignità superiore. La naturale evoluzione della neoplasia prevede l’espansione locale nel contesto della ghiandola e la successiva infiltrazione delle vescicole seminali, del collo vescicale e dell’uretra, evento che esita verso manifestazioni ostruttive (disuria), irritative (pollachiuria e stranguria) e di stenosi degli ureteri. La diffusione a distanza della malattia coinvolge in prima istanza le vie linfatiche (soprattutto linfonodi otturatori, iliaci, presacrali, retroperitoneali), e le ossa del rachide (vertebre, ossa della pelvi, femore, coste), in seguito altri visceri. Un carcinoma della prostata in fase precoce di solito non dà luogo a sintomi. Spesso viene diagnosticato in seguito al riscontro di un livello elevato di PSA durante un controllo di routine. Talvolta, tuttavia, il carcinoma causa dei problemi, spesso simili a quelli che intervengono nella ipertrofia prostatica benigna; essi includono pollachiuria, nicturia, difficoltà a iniziare la minzione e a mantenere un getto costante, ematuria, stranguria. Può anche causare problemi nella funzione sessuale, come difficoltà a raggiungere l’erezione, e eiaculazione dolorosa. In stadio avanzato può causare sintomi addizionali quando si diffonde ad altre parti del corpo. Il sintomo più comune è il dolore osseo, spesso localizzato alle vertebre, alla pelvi o alle costole, e causato da metastasi in queste sedi.